Ospiti di passaggio
Fino dal nome, Ospitaletto ha sempre avuto una vocazione, per l’appunto, ospitale. In paese è passato di tutto, dai pellegrini ai concorrenti della Mille miglia e ogni altra varietà di personaggi. E qualche nome famoso.
IL SANTO - Secondo una leggenda San Carlo Borromeo sarebbe passato da Ospitaletto nel 1580, durante la sua visita a Brescia, dove impose l’abito ecclesiastico al cugino Federico Borromeo, Pare che San Carlo si sia fermato a dissetarsi a un pozzo a metà di via Guidoni di cui avrebbe benedetto l’acqua. Secondo una longeva tradizione popolare il forestiero che avesse bevuto quell’acqua non avrebbe più abbandonato il paese.
IL RE AUSTRIACO - Un ospite imperiale si fermò nel Seicento, come testimonia una lapide posta nella casa dominicale: il 27 giugno 1649 il re di Boemia e d’Ungheria Ferdinando d’Asburgo figlio dell’imperatore Ferdinando Terzo in viaggio da Milano per tornare in Germania “concedette l’onore a quella casa di ospitare la sua illustre persona”.
IL RE ITALIANO - Anche Vittorio Emanuele II si fermò a Ospitaletto. Nel 1859, durante la Seconda guerra d’Indipendenza le truppe piemontesi entrarono in Lombardia, mentre gli austriaci si ritiravano. I piemontesi fecero la loro entrata trionfale a Ospitaletto il 13 giugno, con la gente che faceva ala al passaggio di Vittorio Emanuele lungo la Strada Regia Postale Milano-Brescia. Un cronista annota: “Fu accolto con il più vivo entusiasmo dalla popolazione, che gli si fece intorno acclamandolo liberatore, mentre le madri alzano verso di lui i loro piccini. Il re, commosso da tale manifestazione di affetto, sorridendo prese in braccio una bambina (una certa Lucia Bianchetti) e la baciò)”. pochi giorni dopo ebbe luogo la battaglia di Solferino, la più sanguinosa del Risorgimento.
LA SALMA - Un passaggio un po’ particolare quello che avvenne nel settembre 1858. In quel mese, morì a Monza di febbre tifoide a soli 18 anni Margherita di Sassonia. Le autorità austriache avvisarono tutti i Comuni lungo la ferrovia che la salma sarebbe stata portata a Vienna il 20 settembre con un treno che sarebbe partito da Milano in serata. Per cui dal Luogotenente austriaco di Milano si avvisò che “tutti i capi delle autorità dovranno trovarsi alla stazione per ricevere il convoglio. Tutti vestiranno l’uniforme col velo al braccio, alla gala del cappello nonchè intorno all’impugnatura della spada”. A questo punto c’è solo da immaginarsi la scena: le autorità del paese sull’attenti in piena notte alla stazione per salutare il treno di passaggio.
IL GERARCA - Meno gradito il passaggio di Alessandro Pavolini, ex ministro fascista e segretario del Partito fascista repubblicano. Nell’aprile del 1945, quando mancavano pochi giorni alla fine della guerra, una colonna di fascisti in fuga verso Milano passò dal paese, e tra loro c’era anche Pavolini, che sarebbe entrato in una casa a chiedere di collegare una radio alla rete elettrica per avere notizia sulla situazione. Pavolini venne catturato il 27 aprile sul lago di Como e fucilato.
documenti e approfondimenti
Allegati
|